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2015

Vera Vergani, la diva bohemiènne da Cividale al mondo

Elisabetta Montaldo pubblica “Posidonia” romanzo di viaggi in transatlantico e rilegge i gloriosi anni Venti attraverso la vita della nonna attrice per Pirandello

di Paolo Medeossi -15 Gennaio 2015 – il Messaggero Veneto [leggi l’articolo integrale] back to top

UDINE. Questa è una storia d’amore fra una grande attrice, originaria di Cividale, e un comandante di nave nato a Procida, la splendida isola nel golfo di Napoli. A raccontarla, con una scrittura delicata e intensa, è un recente libro, intitolato “Posidonia”, dal nome dell’erba marina che contorna come un prato fiorito i luoghi e i volti in questa incantevole vicenda da leggere e da respirare. […]


 

2014

Vera Vergani, lo spirito indocile di una diva italiana

In Posi­do­nia Eli­sa­betta Mon­taldo pro­ietta sul rac­conto in prima per­sona della vita di Vera il suo modo di sen­tire, iden­ti­fi­can­dosi in alcuni suoi tratti tra­sgres­sivi e proto fem­mi­ni­sti, oltre che nell’amore per Pro­cida, e rac­con­tando, con il gusto della costu­mi­sta, la sua ele­ganza nel vestire, inclusa la deci­sione di non indos­sare la bian­che­ria intima sotto un abito da sera par­ti­co­lar­mente avvol­gente. Rac­conta la capar­bia con­cen­tra­zione di Vera sugli obiet­tivi da rag­giun­gere, ma anche la capa­cità di mol­lare gli ormeggi per lasciarsi andare a una vita dome­stica paci­fi­cata e quindi il suo radi­ca­mento nell’isola.

Ne risulta un romanzo che da un lato segue le vicende di una fami­glia che ha fatto la sto­ria del tea­tro ita­liano, dai Podrecca ai Ver­gani, sullo sfondo di un’Italia tra fasci­smo e cosmo­po­li­ti­smo, dall’altro pro­pone tra le righe un’autobiografia trat­te­nuta, che man­tiene lo spi­rito un po’ ribaldo di una nonna che merita una risco­perta, magari una retrospettiva.


La grande attrice e il fascino del capitano

di  Irene Bignardi – 11 Agosto 2014 – la Repubblica – [leggi l’articolo su Repubblica.it] back to top

C’È un paradosso al centro di ogni biografia. Il fatto di raccontare qualcosa che appartiene a un’altra esperienza di vita e per qualche tempo farla tua, segreti compresi, quando i sentimenti di una persona sono quasi impossibili da cogliere nella loro sostanza profonda. Quando poi, come nel caso di Posidonia di Elisabetta Montaldo, la biografia è doppia, e coinvolge due persone, e le segue dalla nascita fino al loro fatale incontro e trarre una sorta di morale della favola di un grande amore, il gioco è ancora più complicato e rischia a tratti di suonare falso. Ma per fortuna dietro la storia del grande amore dei nonni di Elisabetta, Leonardo Pescarolo da Procida, comandante della marina mercantile, e Vera Vergani, grande attrice del muto e del palcoscenico, ci sono un’epoca e un mondo che vengono esplorati attraverso i ricordi e i documenti di famiglia. Ed ecco quindi, dalla parte di lui, le origini povere, la tentazione dell’emigrazione, la carriera in marina che gli permette di conoscere personaggi come Toscanini, Marconi, i Windsor, il successo personale. E, dalla parte di lei, la grande tradizione di una famiglia spregiudicata, colta che fa teatro da sempre, i Vergani e i Podrecca, amici di Pirandello e di Niccodemi, di Ruggeri e dei Tofano. E la scioccante decisione di Vera, che è anche la sorella maggiore di Orio, di abbandonare le scene nel pieno del suo successo, per amore. La storia di Elisabetta Montaldo si ferma qui, perché privilegia il lato romantico. Avrebbe potuto continuare ricordando le vicende dei figli di Vera e Leonardo, a conferma del loro amore, chiamati Vera e Leonardo…


 

Procida e Napoli anni Venti: Vera Vergani, grand’attrice, ritrova la voce attraverso la nipote

Al Gambrinus il romanzo di Elisabetta Montaldo «Posidonia».
Con lei anche il padre Giuliano

di Nat. Fe. – 20 novembre 2014 – Corriere del Mezzogiorno [leggi l’articolo integrale] back to top

NAPOLI – Un romanzo familiare che racconta una pagina di storia del teatro e della cultura italiani. «Posidonia» di Elisabetta Montaldo (Il Melangolo) è ambientato tra Procida e Napoli e ha come protagonista l’attrice Vera Vergani, nonna dell’autrice e sorella del giornalista e scrittore Orio Vergani.

Il libro si presenta venerdì 21 novembre al Caffè Gambrinus (alle 17,30) con interventi di Silvia Acocella, Ugo Olivieri e Giuliano Montaldo e della pianista-compositrice Maria Grazia Ritrovato e della videomaker Artemide Alfieri.

[…]


 

Turandot, l’altro finale

In scena al Regio il melodramma che Puccini lasciò incompiuto: nell’allestimento firmato da Montaldo la versione completata da Alfano dopo la morte del grande compositore

di SUSANNA FRANCHI – 12 febbraio 2014 – la Repubblica – [leggi l’articolo integrale] back to top

 


 

2012

Life lessons: Elisabetta Montaldo

1. Respect your talent as it is a flower to grow. All life long, whatever the changes I went through, I have always attempted to harness my creativity, channelling it into real jobs that would reward me with joy.

2. Never give up discovering who you are and who you would like to become. Travelling, art and show business are all in my DNA. When I was a teenager I wasn’t conscious of this, but I was still flexible and open. Slowly, step by step, one gains one’s own shape. At the same time the debt to the past is discovered – the solid roots that help us to grow anew in our own specific way.

3. It is difficult to work hard and to have a private life. What you need is courage, balance and luck. I wanted to have children, so I did. For several years I completely cut off travelling and making art. But I am not complaining. In fact, the strong need to follow my nature put me in the centre of the real world, saving me from the intellectualism that would have hampered my talents.

4. To do what you like and what you believe in is the greatest privilege. I constantly aim for this goal, tenaciously, avoiding the allure of money and fame. To enjoy and to be content with the simple pleasures of your work is to say thanks to life. Then life rewards you with the richest gifts.

5. To build a good life, don’t forget what makes it beautiful and rich: love, friends, bravery and sincerity. All this contributes to my art, my source of inspiration and energy. Without this, I can’t work honestly and express myself.

2011

I mestieri dell’arte

Elisabetta Montaldo disegna costumi per il cinema e per la lirica

di Leonardo Clausi – marzo 2011 – Vogue Italia (n. 727),  p. 148
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Elisabetta Montaldo mi mostra i suoi bozzetti recenti.

Sono per due personaggi diversi che ha disegnato per la stessa attrice, Carolina Crescentini: uno è per il film di Marco Ponti Ti amo troppo per dirtelo, ora in post-produzione, l’altro per L’industriale, firmato da suo padre Giuliano Montaldo, in lavorazione.

Viene da pensare che in un film d’ambientazione contemporanea il suo lavoro sia simile a quello dello stilista. Neanche per sogno. “Con gli abiti, ma anche con il trucco, l’acconciatura, le scarpe, basilari perchè conferiscono la postura, si crea il personaggio, si determina una psicologia che dev’essere unica e originale”.

Quando è lontana dal set, Elisabetta vive a Procida: qui scrive e dipinge. E dalla sua penna sono sgorgati finora quattro libri; tra cui il romanzo Rafìla (Dante & Descartes), che ha vinto il premio Libro del Mare 2009.

2009

L’elenco dei premi David di Donatello 2009

8 MAGGIO 2009 – il Sole 24 Ore. back to top

-MIGLIORE COSTUMISTA:
ELISABETTA MONTALDO,
I demoni di San Pietroburgo.


 

2008

Il mondo di Rafila donna dell’ anno Mille

28 Maggio 2008 – la Repubblica [link articolo] back to top

L’ educazione sentimentale di una ragazza, Rafìla, che intorno all’ anno Mille solca le rotte mercantili del Mediterraneo: Balarm, Urufa, Qurtuba, Nàbul, Maghrib, Tùnus, le Terre dei Rum (le terre allora conosciute). Avvenimenti storici e vicende personali si intrecciano su uno sfondo sempre più segnato da contrasti religiosi, prima pacifici poi bellicosi e cruenti, tra musulmani e cristiani. Una realtà fatta di contraddizioni spesso profonde e inconciliabili (la schiavitù, la netta separazione di ruoli tra uomini e donne oltre che tra fedi religiose diverse), ma anche di slanci e di conquiste intellettuali. Rafìla (che dà il titolo al libro) si ribella, non capisce e, di conseguenza, non accetta l’ assurda logica che governa quel mondo e che vorrebbe condizionare la sua vita e il suo destino. è decisa a coltivare i propri interessi e, soprattutto, vuole sentirsi amata, desiderata (“Io sono una povera donna, cosa posso fare qui in mezzo a questi guerrieri! è un guaio grosso, me ne devo andare”). Alla fine, però, tutti i suoi sforzi, il suo dolore, le sue privazioni serviranno a qualcosa. Eccola allora felice a “Ifrikija dove continuai la mia istruzione fino a diventare una celebre poetessa”. Il cerchio si chiude. Ora può seppellire “accanto all’ altro albero” colei che, in un certo senso, ha instillato in lei il seme del cambiamento. Vero e proprio romanzo di formazione, questo bell’ esordio narrativo di Elisabetta Montaldo (“Rafila”, edito da Dante & Descartes, pagine 344, euro 15) sarà presentato questa sera alle 18 presso la sede dell’ Instituto Cervantes in via Nazario Sauro, 23. A discuterne con l’ autrice interverranno Valeria Parrella, Patrizia Di Martino, Silvia Acocella, Francesca Bellino, Marco Lombardi. (giuseppe balestrino)


 

I demoni di Montaldo

a cura di Cinematografo.it – 21 aprile 2008 – il Sole 24 Ore [leggi l’articolo integrale] back to top

[…] È anche merito suo, e dei tanti tecnici di prestigio coinvolti (dalla costumista Elisabetta Montaldo allo scenografo Francesco Frigeri), se I demoni di San Pietroburgo “invoglierà i giovani, uscendo dal cinema, a leggere Dostojevskij” […]


 

2007

Un appello per Procida “Salviamo l’isola del Postino”

Intellettuali e artisti contro lo scempio della cementificazione
Un’invasione di auto e motorini, parcheggi e market al posto dei limoneti

di GIOVANNI VALENTINI  – 24 dicembre 2007 – la Repubblica – [link articolo] back to top

PROCIDA (Napoli)  – […] Un patrimonio di verde e di memoria che, una volta distrutto, non si potrebbe più sostituire né tantomeno riprodurre. “Sarebbe uno sfregio irreparabile all’ambiente e alla natura”, commenta affranta Elisabetta Montaldo, trapiantata nella casa in cui visse e morì l’attrice Vera Vergani, sorella del giornalista Orio. La verità è che ormai questo pezzo di paradiso sta cambiando anima e pelle. Dall’antica tradizione marinara, riassunta nel cliché “un comandante e un prete per ogni famiglia”, Procida si converte anno dopo anno a una più moderna vocazione turistica, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che la riconversione comporta. […]


 

 

2003

Offrite un dono siate solidali

10 Dicembre 2003 – la Repubblica back to top

ELISABETTA MONTALDO, costumista (film «La meglio gioventù» nella foto, fiction «Soraya»): «Ho imparato a metabolizzare lo stress di Natale. Per evitare il caos festeggiamo dal 20 al 22. Fa bene allo spirito spezzare la data obbligata; ormai, con le famiglie allargate, accontentare tutti è una fonte di stress. E poi tutti abbiamo tutto. I regali sono falsi, una celebrazione per gettare denaro. La cosa bella è raccogliere soldi tra i nostri familiari, costringerli a fare versamenti per i paesi del terzo mondo». 


2001

In Libreria > Tutti i segreti del costumista

17 Giugno 2001 – la Repubblicaback to top

Nell’ ambito di una collana sul mondo del cinema la Dino Audino, piccola casa editrice romana, presenta questo testo che racconta il mestiere di costumista. Lo fa Elisabetta Montaldo, figlia d’ arte, vincitrice del David di Donatello per i costumi del pluripremiato I cento passi. E così racconta i segreti del mestiere fin dal principio.

A cominciare da come si riesce a trovare un lavoro (forse assolutamente per caso), per continuare con il rapporto con i fornitori per ottenere un prodotto al di sopra della media. Il volume è accompagnato da una serie di immagini (fotografie e disegni dell’ autrice) molto interessanti e anche utili per la comprensione del testo.


 

1999

I COSTUMI Il senso del colore di Elisabetta Montaldo

27 Luglio 1999 – la Repubblica back to top

Della “Turandot” di due anni fa non tornano solo parte delle scene, di Luciano Ricceri, e la regia, firmata da Giuliano Montaldo, ma anche i costumi di sua figlia, Elisabetta Montaldo Bocciardo. Abiti che, come sempre i costumi della Montaldo, si fanno apprezzare per un forte senso del colore e accessori mai banali. Elisabetta Montaldo è figlia d’ arte: di Vera Pescarolo, nipote del produttore Leo Pescarolo. E ha anche una nonna celeberrima, la famosa attrice degli anni Trenta, Vera Vergani, donna di grande bellezza e grande classe. Dedicatasi dapprima alla pittura, nei primi anni Ottanta ha cominciato a lavorare come costumista, con Montaldo e con altri, nel cinema, nel teatro, nell’ opera lirica, sempre con successo, tanto che è stata candidata al Nastro d’ Argento per i constumi del film “Il figlio di Bakunin”.